Spesso capita di intervenire su uno strumento ma senza ottenere l’effetto desiderato. A chi non è successo di trovarsi con delle belle chitarre, ma dover ridurre le alte frequenze a causa del fastidioso sibilo tipico degli album metal norvegesi. A qualcuno può piacere, ma nella maggior parte dei casi è motivo di disturbo.

Possiamo si muoverci con risultati ottimi, ma va capito come utilizzare gli strumenti in nostro possesso. Quindi meglio comprendere la differenza tra questi amici per migliorare i nostri mix.

Equalizzatore.

È  il primo intervento reale che si fa durante il mixaggio. Ci permette di modellare il suono come vogliamo. Di dare aria alla voce o di eliminare il rimbombo dai fusti della batteria. Di far spiccare uno strumento rispetto agli altri. Tramite la dimensione della campana possiamo concentrarci su un punto ben preciso (forma assomiglia a una V) o in maniera più morbida (forma assomiglia a una U). Chiaro che il suono viene modificato costantemente per tutto il lavoro.

DeEsser.

Qui la faccenda si fa interessante. Funziona con lo stesso principo del Multiband Compressor: si ha cioè la possibilità di intervenire su una determinata frequenza controllandola tramite un threshold, lasciando invariato il resto del suono, permettendoci di equalizzare come più ci piace. Abbiamo quindi una freq a volume normale che viene ridotta solo quando è troppo alta, per un ascolto uniforme.

Sperimentate!